Le giovani Fotografe….

Ho letto un articolo e mi è piaciuto davvero tanto….le giovani fotografe , cosa vogliono, dove arriveranno?

Sembra che le giovani fotografe rappresentino più un carattere che uno stile, sono esse stesse indicatori dell’andamento sociale, della sua qualità e della sua crescita.

Sono spesso confondibili con la modella fuori dal giro, la scrittrice in erba.

Milano è la loro città, ma la loro vera casa sono gli aeroporti, sono state a Parigi, Berlino, Londra, New York.

Vestite di bianco, di nero o di colori pastello hanno di solito uno stile che ricorda i cartoni animati giapponesi anni Ottanta, appaiono dimesse, raramente bevono e se lo fanno solo tra pochi intimi e ancor meno mangiano, anzi spilucchiano.

Hanno una naturale calma e un’imposta ragionevolezza.

Nella loro apparente semplicità di sguardo sono potenzialmente le case matte di un desiderio sopito, di un luogo costretto da mille lacci e vincoli a darsi una forma. Sono il tempo residuo di una giovinezza proprio perché tenuta a bada e a volte a freno.

Le giovani fotografe infine quasi mai hanno la macchina fotografica con se…..strano, ma probabilmente ha un senso

Io ci credo.

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Ci pensate? 

Ma non capita anche a voi di fantasticare colpiti da un libro, un oggetto, un dettaglio? 

Guardare una persona e pensare “chissà dove sta andando? ” ” chissà a chi sta scrivendo?” ” chissà qual’e’ la sua storia?” 

E quando sono in macchina e mi capita di incrociare visi o guardare case mi ritrovo sempre a pensare all’ immensità di vite e storie che sono racchiuse dietro quelle finestre , dietro quei volti. 

Perché ogni finestra, ogni volto ha dietro una vita, una felicità, un amore, un sogno, un segreto, una sofferenza.

Ci pensate?

Per ognuna di queste persone , per ognuna di questi volti bisognerebbe scrivere un libro per non perdersi niente del mondo , dell’umanita. Perché chissà quante storie si sono perse nel tempo senza essere ricordate o raccontate.

Questo è il pensiero di un sabato sera in cui lo sguardo si ferma su uno sconosciuto e sul suo mondo. 

Il mio tappo ha il passaporto. 

Pensavo al tappo della mia nikon , non solo ha visto il mondo con me ma ha visto anche un bel pezzo in più da solo.

L’ho lasciato, dimenticato , perso così tante volte che ormai ha il passaporto.

Questo perché quando lo stacco dalla mia macchina e’ lasciato al suo destino e finisce in tasche, borse, zaini, in tanti posti in cui spesso viene dimenticato da me. 

Ma dopo anni il buon tappino e’ ancora con me , tipo boomerang , torna sempre indietro.

Perché io e lui siamo destinati a stare insieme. 

Riflessioni di una sera d’ estate.

Parlami… attraverso una fotografia

Niente come una fotografia è più ricca di messaggi, quei messaggi che sanno arrivare dritti come un fulmine, attraverso l’occhio di chi guarda, quei messaggi che sanno arrivare nella testa e nel cuore.

Allineare occhio, testa e cuore e solo attraverso questo allineamento il mondo entra dentro di noi e ne esce poi più vero, più completo.

Nessuna distinzione tra vedere e sentire, il mondo parla attraverso te e tu parli attraverso la tua fotografia.

Una fotografia…immensa, devastante espressione della sensibilità dell’amore per il mondo, per la vita, espressione della voglia di emozionarci anche di fronte a piccole cose, di fermarci ad osservare quelle cose su cui nessuno si sofferma, su un istante che è vivo e reale in un istante e dopo un secondo già non esiste più, su quel lampo di luce.

E voglio sentire, vedere, assaggiare, annusare e toccare perché una fotografia è un pensiero da dire. Il mio pensiero per te.

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Terra di mezzo

Sono in una terra di mezzo e tra il prima e il dopo isso la mia bandiera. Per arrivare fin qui ho sudato e continuo a farlo, lottato tanto , sconfitto mostri. È ora che ci sono faccio il pieno di energie. Conservo lezioni di vita e mentre scrivo mi accorgo che il domani è diventato oggi, che la mia nuova avventura è iniziata in questo limbo tra ieri e domani è si chiama presente ed ha il sapore forte della vita .  

Storie del lunedì mattina

Storie del lunedì mattina, che segnano un nuovo inizio, in cui vorresti sapere, toccare, sentire, assaggiare.

In cui vorresti tutto o forse niente.

Perché ci sono giorni in cui ogni cosa scrivi, pensi, dici è sbagliata e poi ci sono altri giorni dove qualunque cosa fai va sempre bene.

Non so se quelli che sto vivendo sono giusti o sbagliati ma mi piace pensare che andranno sempre bene.

Voglio giorni giusti o sbagliati, voglio giorni pieni o vuoti, voglio dei giorni di parole e sorrisi.

Voglio tutto o niente.

Questo è il mio “lunedì mattina”e non provate a togliermelo.